Giornata mondiale di lotta all'Aids 2015: in aumento i casi di Aids conclamato

Come ogni anno, il 1° dicembre 2015 ricorre la Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, istituita per la prima volta nel 1988 per volontà dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Secondo l'OMS, dei 448 milioni di nuovi casi di MTS che si registrano ogni anno nel mondo, 111 milioni interessano i minori di 25 anni. Barbara Suligoi, Direttore del COA (Centro Operativo Aids) dell'Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato che negli ultimi anni ha monitorato un aumento esponenziale di MTS (malattie sessualmente trasmissibili) che si ritenevano scomparse: una recrudescenza inaspettata che non si osservava dagli anni '70. Dal 1991 al 2011 il Sistema di Sorveglianza basato su centri sentinella italiani ha segnalato più di 85mila nuovi casi, circa il 20% riguarda, infatti, i giovani tra 15 e 24 anni.

Il primo sistema di sorveglianza è stato attivato dal COA nel 1991 per raccogliere dati su pazienti sintomatici con MST.

Nel 2009 con la collaborazione di AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani) è stato affiancato da un sistema di sorveglianza, che ha segnalato ben 64mila campioni per l'approfondimento di tre delle più comuni MST batteriche: Clamydia, Gonorrea e Sifilide. La prevalenza di Clamydia Trachomatis tra i soggetti di età compresa tra 15-24 anni risulta più elevata tra chi ha avuto più di un partner sessuale rispetto a chi ha riferito di averne avuto uno o nessuno (14,2% vs 2,3%) L’infezione ha mostrato un incremento lieve ma costante del numero di casi dal 1996 raggiungendo il picco massimo nel 2004, con un aumento dell’80% rispetto al 96, e un nuovo picco nel 2009. La prevalenza maggiore si registra tra le ragazze sotto i 25 anni di età (7%.)

La gonorrea invece è una infezione tipicamente maschile che ha avuto il suo punto più alto nel 2005: oggi colpisce il 2,2% dei maschi vs 0,1% delle ragazze, con una prevalenza più alta tra chi ha avuto partner multipli negli ultimi 6 mesi. Dati che confermano come la promiscuità, il numero di partner e soprattutto la mancanza di protezione siano i principali problemi che facilitano la diffusione delle infezioni attraverso i rapporti sessuali. Le infezioni sessuali spesso sono scarsamente sintomatiche, e per lo più sono perfettamente curabili, in buona parte con una terapia antibiotica da somministrare a entrambi i partner, ma se trascurate possono determinare sterilità, tumori e altri problemi di salute.

La sifilide I e II è in aumento tra i giovani maschi, in particolare omosessuali (7.585 casi, il 9,6% del totale delle infezioni) con un incremento che dal 1996 al 2008 ha raggiunto l’800%. In crescita costante dal 2004 anche i condilomi che attualmente rappresentano il 35,9% del totale delle MTS. Spesso le lesioni vengono ignorate ma l'infezione, causata dal virus dell'HPV, può evolvere in senso tumorale. L'introduzione nel 2008 del vaccino anti HPV ha sollecitato una maggiore attenzione nei confronti delle malattie correlate a questa infezione e dovrebbe progressivamente eradicare il problema, anche se, per poter osservare gli effetti in termini di una diminuzione dei casi di condilomatosi saranno necessari ancora molti anni.


Un problema ancora poco noto è poi quello della comorbidità, ossia la presenza di una infezione non curata che porta all'instaurarsi di altri patogeni: il sistema di sorveglianza basato sui centri clinici che ha operato dal 1991 ha evidenziato che il 2.8% dei giovani ai quali era stata diagnosticata una MTS è risultato positivo al test HIV, contro una prevalenza nella popolazione generale intorno al 0,1%. Ciononostante circa il 30% dei soggetti con MTS non viene testato per l'HIV nonostante la raccomandazione dell'OMS.


L’incidenza, ossia le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2014, non mostra particolari variazioni rispetto ai tre anni precedenti e colloca il nostro Paese al 12° posto nell’Unione Europea. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini. Questi rappresentano ben il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è di 39 anni, per le donne di 36 anni. Quanto alla fascia di età maggiormente colpita, è risultata essere quella delle persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti).
La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile soprattutto a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni (persone omosessuali: 40,9%; eterosessuali maschi: 26,3%; eterosessuali femmine 16,9%). Nel 2014, poco meno di un quarto delle persone diagnosticate con HIV ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di HIV. Questa bassa percentuale di persone in terapia è legata al fatto che una quota crescente di persone HIV positive è inconsapevole della propria sieropositività: tra il 2006 e il 2014 è aumentata la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività, passando dal 20,5% al 71,5%.

Alla luce di quanto appena descritto risulta essere necessario che anche pediatri e medici di medicina generale possano diventare per i giovanissimi una fonte di informazione sulla salute sessuale, oltre alle campagne che prevedano controlli gratuiti della popolazione giovanile.

 

Fonte: Ministero della Salute - Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, Volume 28 – Numero 2 Febbraio 2015