Infezioni sessualmente trasmesse: dati 2013 sui casi di infezione in Italia
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- Pubblicato: Sabato, 16 Maggio 2015 13:26
- Scritto da Rossella Gaudiero
Dalle ultime ricerche del 2013 è stato confermato che la prevalenza di HIV tra le persone con una IST (infezioni sessualmente trasmesse) è circa 25 volte più alta di quella stimata nella popolazione generale italiana, e tra queste persone con IST HIV positive, il 20% è risultato inconsapevole del proprio stato.
Gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) sono stati identificati come il gruppo più a rischio di infezione da HIV nei paesi dell'Unione Europea nonostante tre decenni di sforzi di prevenzione. Il sesso tra uomini è ancora la modalità predominante di trasmissione dell'HIV, che rappresenta il 42% delle infezioni da HIV di nuova diagnosi nel 2013. La proporzione di casi segnalati tra gli MSM è aumentato del 33% rispetto al 2004.
Nel 2013, il Sistema di sorveglianza (impegnato a disporre in tempi brevi i dati sulla diffusione delle IST) ha segnalato nella popolazione generale 6.251 nuovi casi di IST. Dalle analisi socio-demografiche, comportamentali e cliniche dei soggetti con IST, distinte per genere, è stato possibile appurare che il 74,4% (n. 4.651) dei casi di IST fa riferimento ad uomini e il 25,6% (n. 1.600) a donne.
L’età mediana dei soggetti segnalati è stata di 33 anni; in particolare, 34 anni per gli uomini e 29 anni per le donne. Il 15,5% (n. 967) dei soggetti con IST era di nazionalità straniera, di questi la maggior parte proveniva da altri Paesi europei e dall’Africa (rispettivamente, 43,7% e 22,4%). La quota di donne straniere con IST era maggiore rispetto a quella degli uomini stranieri (19,3% vs 14,2%) e la maggior parte di queste proveniva da altri Paesi europei e dall’America (rispettivamente, 51,5% e 19,1%); mentre la maggior parte degli uomini stranieri proveniva da altri Paesi europei e dall’Africa (rispettivamente, 40,1% e 25,5%). Il 32,6% dei soggetti con IST ha frequentato la scuola dell’obbligo, il 48,8% possiede un diploma di scuola media superiore, il 16,3% ha dichiarato di essere in possesso di una laurea e solo il 2,3% ha riferito di non avere nessuna istruzione. La stessa distribuzione si è osservata sia tra le donne che tra gli uomini. Più della metà dei soggetti con IST (57,1%) ha riferito di avere avuto nessuno o un partner sessuale nei sei mesi precedenti la diagnosi di IST, il 37,5% da due a cinque e il 5,5% sei o più. In particolare, tra le donne con IST una quota più elevata presentava 0-1 partner nei sei mesi precedenti la diagnosi di IST rispetto agli uomini. La maggiore stabilità di coppia ed il conseguente numero ridotto di partner è tipico delle donne omosessuali e ha un effetto anche sulla percezione del rischio di contrarre malattie. Relativamente all’utilizzo di metodi contraccettivi nei sei mesi precedenti la diagnosi di IST, il 41,1% degli uomini e il 44,7% delle donne con IST ha riferito di non aver utilizzato alcun metodo contraccettivo. Il condom è stato utilizzato regolarmente in tutti i rapporti sessuali dal 15,9% degli uomini e dal 6,7% delle donne, invece il 42,2% degli uomini e il 30,0% delle donne ha riferito di utilizzarlo saltuariamente. Tra le donne, il 16,1% ha riferito di utilizzare la pillola. L’utilizzo di droghe per via iniettiva nella vita è stato riferito dal 2,8% dei soggetti con IST, senza differenze sostanziali tra donne e uomini. Oltre un quarto dei soggetti con IST (25,5%) ha riferito di avere avuto una IST in passato, in particolare la quota di uomini era maggiore rispetto alle donne (27,9% vs 18,7%). Il 68,7% dei soggetti aveva una diagnosi di IST virale, il 30,7% di IST batterica, lo 0,6% di IST parassitaria, ci sono state solo 3 diagnosi di IST protozoaria. Il 72,8% delle donne aveva una diagnosi di IST virale, il 26,9% di IST batterica, lo 0,2% di IST protozoaria e lo 0,1% di IST parassitaria.
L’andamento delle caratteristiche demografiche nell’intero periodo dal 1991 al 2013 ha mostrato un incremento del 19,0% dei casi annui di IST nelle donne nel periodo 2011-2013 rispetto al periodo 1991-2010 e un incremento del 41,5% dei casi annui di IST negli uomini nel periodo 2005-2013 rispetto al periodo 1991-2004. L’età mediana dei soggetti con IST non è cambiata nel tempo né per gli uomini né per le donne, mantenendo però un’età mediana superiore tra gli uomini. Dall’inizio della sorveglianza si è registrato un aumento dei casi annui di IST in stranieri e in MSM. In particolare, il numero di casi di IST in stranieri è all’incirca raddoppiato, passando da 500 casi del 1991 a 967 del 2013, e quello in MSM è passato da 498 casi del 1991 a 1.194 casi del 2013. Inoltre, l’andamento dei casi di IST in stranieri per area geografica di origine ha evidenziato negli ultimi anni un incremento dei soggetti provenienti da altri Paesi europei e dall’America[1].
Dal punto di vista patologico, l’ultimo Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dedicato alle Infezioni sessualmente trasmesse (IST) dai dati raccolti si evidenzia un aumento negli ultimi quattro anni del numero di persone con una IST, in particolare è emerso un aumento dei casi di condilomatosi ano-genitale, dei casi di infezione da Chlamydia trachomatis (le giovani donne di 15-24 anni hanno mostrato la più alta percentuale di infezione da Chlamydia trachomatis), di sifilide primaria e secondaria e di gonorrea (queste ultime due IST hanno mostrato un aumento più marcato tra i maschi che fanno sesso con maschi rispetto agli altri gruppi).
Da un punto di vista geografico, nel 2013, le regioni con l’incidenza più alta di IST e HIV sono state il Lazio, la Lombardia e il Piemonte. L’incidenza più bassa è stata osservata in Calabria. Nella maggior parte delle regioni l’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e IST sembra avere un andamento stabile, anche se in alcune (Piemonte, Toscana, Abruzzo, Calabria) sembra essere in aumento e in altre si osserva un andamento in diminuzione (Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Sardegna). Il 24% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Le incidenze più elevate tra stranieri sono state osservate in Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna[2].
[1] Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, Volume 28 – Numero 2 Febbraio 2015
[2] Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, Volume 27 – Numero 9, suppl 1. Novembre 2014