Il rapporto Ilga 2017. L'Italia

L’Ilga Europe, l’organizzazione che racchiude la maggior parte delle associazioni lgbt europee, il 17 Maggio ha diffuso il Rapporto annuale 2017 che delinea la situazione dei diritti e delle tutele delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali in tutta l’Europa. Come ogni anno, anche per il 2017 ad ognuno dei 49 Paesi esaminati è stato assegnato un punteggio in base non solo alle leggi approvate, ma anche al livello di attuazione di queste norme.

Nella mappa contenuta nel report i paesi sono valutati con un punteggio da 1 a 100 e colorati con gradazioni che vanno dal verde al rosso in base al livello raggiunto dalla legislazione per il mondo LGBTI. I paesi in questione mostrano una sostanziale omogeneità: quelli del Sud Europa e del Medio Oriente (assieme alla Russia) sono quelli meno avanzati, soprattutto se confrontati con quelli dell’Europa del Nord.

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Il rapporto Ilga 2017. Una sintesi

L’ILGA-Europe, la sezione europea della Ong Internation Lesbian and Gay Associaton, ha stilato un rapporto in cui sono presi in esame 49 paesi appartenenti all’area europea e mediorientale.

Il report annuale dell’ILGA copre gli sviluppi a livello nazionale, europeo e internazionale tra il  1 ° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016.

I  punti presi in esame  non riguardano soltanto la possibilità di unirsi in matrimonio, ma anche un’adeguata campagna per i diritti, il livello di discriminazione all’interno dei vari Paesi, la possibilità di organizzarsi e riunirsi in associazione, il livello di stereotipi e i provvedimenti presi nei confronti dell’hate speech.

Secondo l’ILGA, il 2016 è stato un anno costellato di notizie, positive e negative.

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Rainbow Europa 2017: Intervenire ora per evitare una regressione sui diritti LGBTI

Il 17 Maggio, l’ILGA-Europa ha pubblicato il report Rainbow Europa 2017, che ha coinciso con la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT).

Nel report diverse osservazioni hanno reso più chiaro il quadro politico e giuridico in Europa: i progressi esistono e sono presenti in nuovi luoghi e in nuove forme (ad es. Il riconoscimento giuridico di genere in Francia e in Norvegia e le unioni civili in Italia). Al giorno d’oggi sono aumentate le protezioni per le persone trans e intersessuali.

Progresso al giorno d’oggi vuol dire collaborazione, protezione contro ogni atto discriminatorio nei confronti delle persone LGBTI.

Tanti Paesi Europei hanno compiuto numerosi passi in avanti promulgando leggi anti-discriminazione che talvolta includono anche le persone intersessuali come nel caso della Bosnia-Erzegovina. L'ascesa della Norvegia al secondo posto nella mappa dell’ILGA Europe e l’ascesa della Francia sono dovute alle nuove leggi che questi Paesi hanno emanato in favore del riconoscimento di genere. Purtroppo, questi importanti sviluppi che hanno fatto i titoli mondiali nel 2016, non viaggiano allo stesso ritmo in tutta Europa.

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Omosessualità femminile: riflessioni sul genere e stili delle donne omosessuali italiane. Intervista a Rossella Gudiero

Il volume “Omosessualità femminile: riflessioni sul genere e stili delle donne omosessuali italiane” di Rossella Gaudiero, edito da PM Edizioni, nasce dall’intento di analizzare la realtà dell’omosessualità femminile. L’analisi è condotta attraverso un susseguirsi di riflessioni sul concetto di genere che focalizzano l’attenzione sulla ricerca degli stili di vita delle donne omosessuali italiane. L’interesse dell'autrice è sulla quotidianità di queste donne, sull’influenza che deriva dai processi storici e macro-sociali che ne indirizzano le scelte di vita. L’Osservatorio LGBT ha intervistato Rossella Gaudiero, componente del Gruppo di ricerca, in merito all’uscita del libro che è possibile acquistare qui: http://amzn.eu/6KSE7se

Cosa l'ha indotta a trattare l'argomento del libro, un interesse di studi oppure una necessità personale?

Ho iniziato a trattare questo argomento, inizialmente, per un interesse puramente accademico. Seguivo il secondo anno della magistrale in Politiche Sociali e del Territorio, quando uno dei miei professori, Fabio Corbisiero

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