Il dibattito sulla «Gestazione per Altri» in Italia: tra la "via etica" e chi è contro a prescindere
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- Pubblicato: Domenica, 02 Ottobre 2016 22:36
- Scritto da Carmine Urciuoli
L’ultimo finesettimana di settembre si è svolta a Bruxelles la “Seconda conferenza annuale sulle opzioni di genitorialità per le persone omosessuali europee”. Il meeting internazionale è stato organizzato da Men having babies con i seguenti punti di discussione:
- veicolare l’idea che la maternità surrogata può essere una cosa bella se segue criteri etici, non diventa un atto commerciale e si proteggono la sicurezza e i diritti di tutte le parti coinvolte;
- promuovere una regolamentazione unica della maternità surrogata, in cui gli intermediari – le agenzie – siano organizzazioni senza scopo di lucro;
- incoraggiare gli Stati a non impedire questa pratica costringendo i diretti interessati a recarsi all’estero;
- determinare una compensazione che sia regolata per legge ma che non dipenda da risultati specifici.
Una “coalizione internazionale per una GPA etica” è stata creata tra le nove associazioni presenti (ben quattro le italiane: Associazione Luca Coscioni, Associazione Radicale Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno, UAAR;











Oggi viviamo un momento di enorme visibilità e conseguente attenzione pubblica verso la popolazione LGBT. Questo favorisce il lento processo di decostruzione degli stereotipi e dei pregiudizi ed è riconducibile alle continue lotte contro l’omofobia, le discriminazioni sessuali e la negazione di diritti così come alle manifestazioni nazionali per le pari opportunità e le richieste di riconoscimento messe in opera dalla comunità LGBT con il significativo contributo dell’associazionismo rainbow. Ma quante sono le persone LGBT? Una domanda che merita di trovare risposta in ragione alla conquista dei diritti, ma che sicuramente incontra significative difficoltà metodologiche.
L’adolescenza è una fase di transizione in cui i giovani cercano di conquistare il proprio posto nel mondo degli adulti e si ritrova a dover gestire diversi livelli di difficoltà, dovute ai grandi rimaneggiamenti e trasformazioni sia sul piano psicologico che su quello fisico. Ma mentre molti giovani affrontano tale passaggio con successo con l’obiettivo di diventare adulti sani e produttivi, altri lottano a causa di problemi quali la stigmatizzazione, la discriminazione, la disapprovazione della famiglia, il rifiuto sociale e la violenza.