Video integrale del convegno «Famiglia, omosessualità, genitorialità. Nuovi alfabeti di un rapporto possibile»
- Dettagli
- Pubblicato: Lunedì, 30 Maggio 2016 10:44
- Scritto da Webmaster
All'URL seguente è possibile vedere il video integrale del convegno «Famiglia, omosessualità, genitorialità. Nuovi alfabeti di un rapporto possibile» , svoltosi al Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Napoli Federico II il 20 maggio 2016.












Da poco in edizione economica il bel volume dello storico Edward James sui “barbari” in Europa, come furono chiamati i popoli di etnìa differente, per i greci incapaci di parlare la propria lingua, e così poi definiti dai romani come esterni alla (propria) civiltà. Il termine ha assunto nel tempo carattere spregiativo tanto che le “Völkerwanderungen”, le migrazioni di massa della prima era cristiana, sono riportate ancora oggi sui testi scolastici come «invasioni barbariche». Se James sottolinea l’importanza di queste genti nella costruzione di un’Europa da sempre multietnica, oggi multiculturale, con lui introduciamo questo articolo che tratta di nuovi “popoli” che emergono all’interno delle civiltà moderne rafforzando determinati valori, concetti, relazioni – i costituenti della cultura per Goodenough (1981) - di libertà, eguaglianza, solidarietà, la cui maturazione in seno alla società che li ha incubati ha reso possibile la loro stessa nascita.
La teoria queer concentrando la sua attenzione sulla decostruzione dell’identità di genere e di quella sessuale solo raramente si è confrontata con la questione delle differenze etniche e razziali. Così come ai primi scritti femministi si rimprovera il fatto che essi riflettano l’esperienza e le preoccupazioni delle donne bianche delle società nordamericane ‒ per giunta appartenenti ai ceti sociali più privilegiati ‒ così oggi la teoria è chiamata a considerare i vissuti di donne e uomini provenienti da altre parti del globo che per condizioni sociali e culturali di partenza non sono assimilabili in un’unica condizione universale LGBT. Attenzione che oggi si fa impellente, poiché come precisa il rapporto Fleeing Homophobia ogni anno in Europa 10.000 LGBT stranieri pongono domanda di protezione internazionale per orientamento sessuale e identità di genere (Jansen e Spijkerboer, 2011). Se la ricerca accademica inizia a fare i conti con questo dato (Abbatecola, Bimbi 2014; Masullo 2015) la comunità LGBT solo recentemente si è sensibilizzata ai problemi posti dai migranti LGBT. All'interno di queste non si evita tuttavia di riscontrare il riprodursi rappresentazioni negative ed omologanti della cultura del migrante, in particolare di coloro che provengono dai Paesi musulmani.