Lo sport dalla prospettiva sociologica. Intervista a Luca Bifulco
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- Pubblicato: Lunedì, 15 Febbraio 2016 00:36
- Scritto da Fabio Carmentano

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Sport: quanti sentimenti si esprimono e si celano dietro questa semplice parola. Benefico vaso di Pandora per la sua intrinseca caratteristica di motore d’espressione delle personalità, delle passioni e di dinamiche d’inclusione sociale e di lotta alla discriminazione. Come per ogni cosa, però,alle luci corrispondono delle zone d’ombra, infatti nello sport non sono mancati avvenimenti che hanno visto come grandi protagoniste la violenza e la discriminazione, antitesi della sportività. È di pochi giorni fa l’ultimo avvenimento che segnala intolleranza. In occasione della partita Lazio – Napoli i tifosi laziali hanno ripetutamente rivolto cori e boati razzisti contro il giocatore senegalese del Napoli Kalidou Koulibaly e contro Napoli stessa, intonando “O Vesuvio, lavali con il fuoco”. I cori hanno comportato la doverosa sospensione del gioco per più di 3 minuti, ma la giornata verrà ricordata soprattutto per il nobile gesto di Koulibaly che, a fine partita, contrapponendosi alla bassezza dei tifosi razzisti ha regalato la sua maglietta ad un bambino tifoso della Lazio. Il razzismo nello sport non rappresenta una realtà solo italiana. Il 31 gennaio 2016 durante una partita della FA Cup (Coppa d’Inghilterra) tra Carlisle ed Everton sono stati segnalati insulti razzisti verso il giocatore ivoriano Arouna Kone durante i festeggiamenti per il primo goal della sua squadra, l’Everton, che ha poi vinto la partita per 3-0. A seguito dell’incidente sono state avviate delle indagini che hanno portato all’arresto di un ragazzino di 15 anni.











Negli ultimi decenni il dibattito su quale entità sociale si possa definire famiglia si è rivelato piuttosto inconcludente nel giungere a una definizione precisa e inequivocabile. Il problema è dovuto con molta probabilità alla necessità di voler circoscrivere questa entità (la famiglia) entro i territori del diritto mentre il problema definitorio si risolve se solo si guarda alla famiglia come a una tipologia di convivenza che si trasforma e muta continuamente nel modo in cui prende vita,e adempie alle sue funzioni in relazione anche ai bisogni, sempre più complessi, delle soggettività che vi coabitano o vi sono comprese. E' proprio il "senso" di ciò che oggi intendiamo come "famiglia" a dividere coloro che si dichiarano favorevoli o contrari al testo sulle unioni civili – Ddl Cirinna' - che è in discussione in Senato.
L’Italia vive da tempo un impoverimento civile, culturale ed economico. Il deficit di civiltà, ovvero la mancanza di dinamicità, inclusività e apertura all’interno della nostra società, ricorda Florida (2002