Lo sport dalla prospettiva sociologica. Intervista a Luca Bifulco


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Sport: quanti sentimenti si esprimono e si celano dietro questa semplice parola. Benefico vaso di Pandora per la sua intrinseca caratteristica di motore d’espressione delle personalità, delle passioni e di dinamiche d’inclusione sociale e di lotta alla discriminazione. Come per ogni cosa, però,alle luci corrispondono delle zone d’ombra, infatti nello sport non sono mancati avvenimenti che hanno visto come grandi protagoniste la violenza e la discriminazione, antitesi della sportività. È di pochi giorni fa l’ultimo avvenimento che segnala intolleranza. In occasione della partita Lazio – Napoli i tifosi laziali hanno ripetutamente rivolto cori e boati razzisti contro il giocatore senegalese del Napoli Kalidou Koulibaly e contro Napoli stessa, intonando “O Vesuvio, lavali con il fuoco”. I cori hanno comportato la doverosa sospensione del gioco per più di 3 minuti, ma la giornata verrà ricordata soprattutto per il nobile gesto di Koulibaly che, a fine partita, contrapponendosi alla bassezza dei tifosi razzisti ha regalato la sua maglietta ad un bambino tifoso della Lazio. Il razzismo nello sport non rappresenta una realtà solo italiana. Il 31 gennaio 2016 durante una partita della FA Cup (Coppa d’Inghilterra) tra Carlisle ed Everton sono stati segnalati insulti razzisti verso il giocatore ivoriano Arouna Kone durante i festeggiamenti per il primo goal della sua squadra, l’Everton, che ha poi vinto la partita per 3-0. A seguito dell’incidente sono state avviate delle indagini che hanno portato all’arresto di un ragazzino di 15 anni

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Video del Convegno alla Federico II per la Giornata della Memoria 2016

L'Osservatorio LGBT segnala i video integrali dell'importante convegno "L'eccesso del male e la problematicità del perdono" organizzato, in occasione della Giornata della Memoria 2016 lo scorso 27 gennaio, da enti accademici di fama internazionale tra cui il Seminario Permanente di Etica Bioetica e Cittadinanza del Dip.to di Scienze Sociali dell'Università di Napoli Federico II, coordinato dalla prof.ssa Emilia D'Antuono.

Per tutte le informazioni complete e la locandina: 

https://www.unina.it/Giornata_della_Memoria_2016

 

Raccolta Video Seminario Permanente di Etica Bioetica e Cittadinanza

 

 

Speciale Cirinnà. Famiglia /Famiglie: visioni dello stare insieme sullo sfondo del dibattito sul disegno di Legge Cirinnà

Negli ultimi decenni il dibattito su quale entità sociale si possa definire famiglia si è rivelato piuttosto inconcludente nel giungere a una definizione precisa e inequivocabile. Il problema è dovuto con molta probabilità alla necessità di voler circoscrivere questa entità (la famiglia) entro i  territori del diritto mentre il problema definitorio si risolve se solo si guarda alla famiglia come a una tipologia di convivenza che si trasforma e muta continuamente nel modo in cui prende vita,e adempie alle sue funzioni in relazione anche ai bisogni, sempre più complessi, delle soggettività che vi coabitano o vi sono comprese. E' proprio il "senso" di ciò che oggi intendiamo come "famiglia" a dividere coloro che si dichiarano favorevoli o contrari al testo sulle unioni civili – Ddl Cirinna' - che è in discussione in Senato.

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Speciale Cirinnà. I diritti di tutti: è ora di essere civili!

L’Italia vive da tempo un impoverimento civile, culturale ed economico. Il deficit di civiltà, ovvero la mancanza di dinamicità, inclusività e apertura all’interno della nostra società, ricorda Florida (2002) [1], è direttamente proporzionale allo sviluppo economico: investire sulla civiltà di un paese  vuol dire investire sulla sua ricchezza. L’Italia risulta essere ancora troppo poco tollerante rispetto alla questione LGBT: alti tassi di omofobia, discriminazioni e mancato riconoscimento del diritto alla famiglia. I diritti di cittadinanza non sono ancora i diritti di tutti.

Attualmente infatti, risulta ancora difficile scardinare la visione di “famiglia tradizionale” tipica dalla società italiana, la quale guarda tutti gli ambiti della vita sociale attraverso un’ottica eteronormativa ed eterosessista. La famiglia “ideale” si basa su un matrimonio monogamico e eterosessuale mentre tutti gli altri tipi – famiglie arcobaleno e coppie di fatto - non possono essere definiti come tale.  In quest’ottica è lo Stato che svolge una prima azione legittimante e il ddl Cirinnà (n. 2081 “Disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili”) andrebbe quindi a riconoscere e tutelare tutte quelle famiglie che non hanno avuto la possibilità di sposarsi – come nel caso delle coppie omosessuali -  e quelle che intenzionalmente non l’abbiano ancora fatto (ricordando che quando parliamo di coppie di fatto ci riferiamo a persone che convivono senza essere sposate, indipendentemente dal loro orientamento sessuale).

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