Rainbow Europa 2017: Intervenire ora per evitare una regressione sui diritti LGBTI

Il 17 Maggio, l’ILGA-Europa ha pubblicato il report Rainbow Europa 2017, che ha coinciso con la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT).

Nel report diverse osservazioni hanno reso più chiaro il quadro politico e giuridico in Europa: i progressi esistono e sono presenti in nuovi luoghi e in nuove forme (ad es. Il riconoscimento giuridico di genere in Francia e in Norvegia e le unioni civili in Italia). Al giorno d’oggi sono aumentate le protezioni per le persone trans e intersessuali.

Progresso al giorno d’oggi vuol dire collaborazione, protezione contro ogni atto discriminatorio nei confronti delle persone LGBTI.

Tanti Paesi Europei hanno compiuto numerosi passi in avanti promulgando leggi anti-discriminazione che talvolta includono anche le persone intersessuali come nel caso della Bosnia-Erzegovina. L'ascesa della Norvegia al secondo posto nella mappa dell’ILGA Europe e l’ascesa della Francia sono dovute alle nuove leggi che questi Paesi hanno emanato in favore del riconoscimento di genere. Purtroppo, questi importanti sviluppi che hanno fatto i titoli mondiali nel 2016, non viaggiano allo stesso ritmo in tutta Europa.

 

In molti paesi il progresso sta rallentando ed è a rischio.

“Una delle domande più frequenti che i governi nazionali pongono all’ILGA è cosa fare per migliorare la loro posizione sulla mappa Rainbow Europa. La risposta è che bisogna rafforzare la spina dorsale politica. I leader politici devono capire che, se non agiscono ora, tutto il progresso, tutto ciò che si è guadagnato in termini di diritti egualitari per le persone LGBTI negli ultimi decenni potrebbe andare perduto”dice il Direttore esecutivo dell’ILGA Europa, Evelyne Paradis che continua dicendo "Nella parte superiore della mappa[1], c'è ancora tanto da fare per assicurare che le persone LGBTI possano vivere liberamente e all'altra estremità della classifica vediamo che le persone LGBTI vivono letteralmente nella paura della loro vita. Questo indica che il lavoro del nostro movimento non è ancora finito ... ".

 

 

 

 

 

1-Rainbow europe map

La regressione può avvenire da un momento all'altro. Alcuni rischi sono immediatamente evidenti e dolorosi, come ad esempio le gravi violazioni dei diritti umani in Cecenia; sono situazioni che  non solo generano timore nella comunità LGBTI locale, ma purtroppo sono eventi, che se non stroncati sul nascere, possono trasmettere messaggi di intolleranza e di discriminazione in maniera universale. Altri rischi non sono immediatamente visibili ed etichettabili come rischi specifici per la comunità LGBTI, ma hanno comunque fatto vacillare tutti i progressi degli ultimi decenni.

La nuova mappa rainbow, il nuovo indice e il nuovo report annuale illustrano i progressi compiuti dai 49 paesi in termini di diritto e di politica negli ultimi 12 mesi e, per la prima volta, vengono offerte raccomandazioni mirate su come migliorare le situazioni e la vita stessa delle persone LGBTI nell'anno a venire.

Nella tabella[2] di seguito abbiamo un piccolo resoconto dei Paesi che occupano le 3 posizioni più alte e più basse della classifica dell’ILGA:

Tre Paesi che occupano le posizioni superiori della Rainbow Europe Map 2017

Tre Paesi che occupano le posizioni inferiori della  Rainbow Europe Map 2017

1.    Malta – 88% 

47. Armenia – 7%

2.    Norway – 78%

48. Russia – 6%

3.    UK – 76%  

49. Azerbaijan – 5%

 

I fattori che generano posizioni diverse dei vari Paesi  nella classifica non possono essere riconducibili ad un’unica causa. Sicuramente quelli che occupano una posizione più alta sono quelli che hanno lavorato di più in questi ultimi anni in difesa dei diritti LGBTI. Tuttavia, come commenta il co-presidente del consiglio esecutivo dell’ILGA, Joyce Hamilton

“ Posso solo dire che i Paesi che al giorno d’oggi sono visti come i migliori in termini di progesso e lotta per i diritti egualitari per le persone LGBTI, in realtà non stanno più compiendo passi in avanti come una volta. L’Unione Europea non sta più spingendo per il progresso; i tassi infatti sono diminuiti tant’è che nel 2016, l’UE nel suo insieme ha raggiunto meno del 50%. Se l’atteggiamento dei governi europei non cambierà, si ritroveranno ad occupare posizioni della classifica sempre più basse.”

Dato l’incombente rischio, è lecito chiedersi se ci sia o meno un modo per prevenire o quantomeno ridurre la portata della regressione; e in che modo, Paesi come la Norvegia, Malta e Il Regno Unito, che risultano essere tra i primi in classifica nell'indice europeo, possono aiutare tutti gli altri Paesi meno forti. A questi quesiti ha dato una risposta il prof. Fabio Corbisiero, docente del Dipartimento di Scienze sociali della Federico II di Napoli

“È evidente che l'azione di singoli Paesi europei come il Regno Unito e la Norvegia lanci un segnale al territorio europeo in termini di diffusione della democrazia e dell'emancipazione libertaria; ritengo tuttavia che la discussione debba essere politica e coinvolgere il Parlamento europeo. Il prolungato blocco della discussione europea sull'omotransfobia, solo per fare un esempio, sta producendo discriminazione e comportamenti impuniti, soprattutto in Italia dove la maggiore visibilità degli omosessuali, dovuta anche alla possibilità di unirsi civilmente, sta producendo episodi di omofobia anche in settori fino ad oggi molto aperti verso la comunità LGBT come il turismo. Secondo me è indispensabile mettere in campo un intervento politico che dia supporto ai governi nazionali. Il finanziamento, attraverso bandi europei, di misure e di azioni rivolte al contrasto al gap di genere e all'omotransfobia mi pare una buona prassi europea; ma ci vorrebbe un follow up sui mutamenti che realmente avvengono in una società dopo la messa in opera di queste azioni.”

 

[1] Rainbow Europe Map dal sito: https://www.ilga-europe.org/sites/default/files/Attachments/rainbow_europe_map_2017.pdf

[2] Fonte: https://www.ilga-europe.org/resources/news/latest-news/rainbow-europe-2017-launch

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