L'osservazione militante. Giornata di studi LGBT 4 dicembre 2017

 

GIORNATA DI STUDI E RICERCHE ORGANIZZATA DALL'OSSERVATORIO LGBT IN   OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL'AIDS

Prima parte - L'Osservazione militante. I rischi della circolarità   nella ricerca sui movimenti di liberazione sessuale. Seminario di   studi e ricerche LGBT

La sociologia italiana scopre e studia, solo da un paio di decenni, il   fenomeno LGBT. Si assiste oggi a un vero e proprio ethnographic  turn,  ma lo studio empirico degli spazi della militanza implica un   coinvolgimento della soggettività del ricercatore che non può essere   raggirata con un semplice richiamo all'oggettività scientifica.   Partecipare a un'assemblea di movimento in quanto osservatore non si   riduce a una tecnica di raccolta dati, ma è un'azione che, in quanto   tale, produce degli effetti in presenza, e anche un coinvolgimento nel   processo di costruzione del lavoro militante. Tuttavia, sono pochi   sono i lavori che hanno teorizzato le tecniche e i metodi di ricerca   dell'oggetto "comunità e movimenti LGBT".
Prendendo spunto dagli studi sui movimenti LGBT in Francia e in   Italia, il seminario cercherà di discutere delle metodologie e delle   strategie degli studi sociologici per mettere in evidenza i dilemmi   della ricerca in contesto militante e le soluzioni adottate sul campo   che accompagnano il processo di studio fino alla pubblicazione   scientifica.

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La violenza domestica nelle coppie lesbiche

“La violenza ha mille volti, anche arcobaleno” è lo slogan utilizzato da ArciLesbica e D.i.Re (donne in rete contro la violenza) per togliere quel mantello di invisibilità che vive nella mente di coloro che non immaginano che anche una donna omosessuale possa subire violenze; purtroppo i soprusi esistono anche nelle coppie lesbiche, ma l’idea che possa esistere nei rapporti omosessuali rende impreparati per affrontare la questione, lo schema mentale dell’uomo che picchia la donna porta ad escludere totalmente che la violenza possa nascere tra due persone dello stesso sesso e anche nei casi in cui viene riconosciuta appare automaticamente meno grave, perché vissuta tra soggetti ritenuti fisicamente “pari”. Per questo motivo gli viene attribuito un grado di pericolosità più lieve rispetto a quello che subisce una donna da parte di un uomo. L’idea che tra donne non possa esistere prevaricazione porta a pensare che siccome sono due donne non possono essere violente, o, peggio, considerare i comportamenti violenti una conseguenza del proprio orientamento sessuale: siccome sono lesbiche si comportano così.

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Il rapporto Ilga 2017. L'Italia

L’Ilga Europe, l’organizzazione che racchiude la maggior parte delle associazioni lgbt europee, il 17 Maggio ha diffuso il Rapporto annuale 2017 che delinea la situazione dei diritti e delle tutele delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali in tutta l’Europa. Come ogni anno, anche per il 2017 ad ognuno dei 49 Paesi esaminati è stato assegnato un punteggio in base non solo alle leggi approvate, ma anche al livello di attuazione di queste norme.

Nella mappa contenuta nel report i paesi sono valutati con un punteggio da 1 a 100 e colorati con gradazioni che vanno dal verde al rosso in base al livello raggiunto dalla legislazione per il mondo LGBTI. I paesi in questione mostrano una sostanziale omogeneità: quelli del Sud Europa e del Medio Oriente (assieme alla Russia) sono quelli meno avanzati, soprattutto se confrontati con quelli dell’Europa del Nord.

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Il rapporto Ilga 2017. Una sintesi

L’ILGA-Europe, la sezione europea della Ong Internation Lesbian and Gay Associaton, ha stilato un rapporto in cui sono presi in esame 49 paesi appartenenti all’area europea e mediorientale.

Il report annuale dell’ILGA copre gli sviluppi a livello nazionale, europeo e internazionale tra il  1 ° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016.

I  punti presi in esame  non riguardano soltanto la possibilità di unirsi in matrimonio, ma anche un’adeguata campagna per i diritti, il livello di discriminazione all’interno dei vari Paesi, la possibilità di organizzarsi e riunirsi in associazione, il livello di stereotipi e i provvedimenti presi nei confronti dell’hate speech.

Secondo l’ILGA, il 2016 è stato un anno costellato di notizie, positive e negative.

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Rainbow Europa 2017: Intervenire ora per evitare una regressione sui diritti LGBTI

Il 17 Maggio, l’ILGA-Europa ha pubblicato il report Rainbow Europa 2017, che ha coinciso con la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT).

Nel report diverse osservazioni hanno reso più chiaro il quadro politico e giuridico in Europa: i progressi esistono e sono presenti in nuovi luoghi e in nuove forme (ad es. Il riconoscimento giuridico di genere in Francia e in Norvegia e le unioni civili in Italia). Al giorno d’oggi sono aumentate le protezioni per le persone trans e intersessuali.

Progresso al giorno d’oggi vuol dire collaborazione, protezione contro ogni atto discriminatorio nei confronti delle persone LGBTI.

Tanti Paesi Europei hanno compiuto numerosi passi in avanti promulgando leggi anti-discriminazione che talvolta includono anche le persone intersessuali come nel caso della Bosnia-Erzegovina. L'ascesa della Norvegia al secondo posto nella mappa dell’ILGA Europe e l’ascesa della Francia sono dovute alle nuove leggi che questi Paesi hanno emanato in favore del riconoscimento di genere. Purtroppo, questi importanti sviluppi che hanno fatto i titoli mondiali nel 2016, non viaggiano allo stesso ritmo in tutta Europa.

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