Progetto «Famiglie Arcobaleno». Intervista a Valeria Roberti del Centro Risorse LGBTI
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- Pubblicato: Sabato, 10 Settembre 2016 11:42
- Scritto da Adriana Napoletano
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Dal 7 luglio è partita la prima raccolta dati a livello nazionale sulle famiglie arcobaleno, promossa dal centro risorse LGBTI in collaborazione con le organizzazioni Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow, nell’ambito del progetto Rainbow Families finanziato da ILGA Europe. Abbiamo intervistato chi in prima persona si occupa di #contiamoci, che ci spiega i motivi e i fattori che hanno spinto alla creazione del progetto, sottolineando nello stesso tempo l’importanza di indagare su una realtà ancora fin oggi poco rappresentata. A parlare è Valeria Roberti, la Project Manager Assistant del Centro Risorse LGBTI e attivista Lgbt da oltre dieni anni.
Come e perché è nata l’idea del progetto famiglie Lgbti #contiamoci?
Il Centro Risorse da sempre s’impegna nel monitoraggio e nel supporto alla realtà LGBTI italiana e di certo l’ambito “famiglie” è uno dei più citati nell’ultimo anno, soprattutto in relazione all’iter parlamentare della legge Cirinnà. Allo stesso tempo, nel nostro Paese, non esistono dati attendibili per stimare il numero delle famiglie LGBTQI in senso ampio, quindi non solo coppie omosessuali con figli ma tutte le unioni che si autodefiniscono famiglia, e questi dati sono fondamentali per aumentare il peso politico delle rivendicazioni. Anche per questo nasce il progetto “Famiglie LGBTQI: #Contiamoci!”, una raccolta dati sulle famiglie che ad oggi non trovano un pieno riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico, un’occasione per contarsi e per farsi sentire.














L'Africa è spesso considerata come un continente intollerante. Premetto una considerazione sul concetto stesso di tolleranza e sul diverso uso che se ne può fare in diversi contesti. Quando si parla di tolleranza nel suo significato storico prevalente, si fa riferimento al problema della convivenza di credenze, prima religiose poi anche politiche, diverse. Oggi, il concetto di tolleranza viene esteso alle difficoltà derivanti dalla coesistenza tra minoranze etniche, linguistiche, razziali, sessuali, in genere di coloro che vengono considerati “diversi”, come ad esempio gli omosessuali, gli stranieri, ecc.... I problemi cui si riferiscono questi due modi d'intendere, di praticare e di giustificare la tolleranza non sono gli stessi. Altro è il problema della tolleranza di credenze o opinioni diverse, che implica un discorso sulla verità e la compatibilità teorica o pratica di verità anche contrapposte; altro è il problema della tolleranza di colui che è diverso per ragioni fisiche o sociali, un problema che mette in primo piano il tema del pregiudizio, e della conseguente discriminazione.
Per la prima volta dal suo esordio nel 1957, la