Diritti Umani 2015. La dimensione di genere nel rapporto di Amnesty International
- Dettagli
- Pubblicato: Martedì, 26 Luglio 2016 16:54
- Scritto da Teresa De Rosa
- Visite: 1859
Parliamo di crisi dei diritti umani, per identificare quel fenomeno pervasivo che sta dilagando in molte parti del mondo. Sono trascorsi circa settant’anni da quando l’Assemblea generale delle Nazione Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani (DUDU). Un evento di straordinaria importanza e rilevanza internazionale destinato a distinguersi per la sua incidenza sul panorama mondiale in materia di uguaglianza e non discriminazione. Il suo ampio raggio d’azione avrebbe dovuto abbattere per sempre le barriere del dissenso e di qualunque forma di discriminazione siano esse derivanti da forme di razzismo, sessismo, specismo, xenofobia e omotransfobia.
Non era mai accaduto, prima di allora, che venisse prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo senza alcuna distinzione.











Si è svolta presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, lo scorso 13 luglio 2016, la tavola rotonda tra l’Osservatorio LGBT e i rappresentanti di alcune associazioni che operano a livello regionale nel campo della promozione e della tutela delle persone LGBT
Sono 21 le città italiane dal nord al sud che quest’anno hanno aderito al progetto comune dell’Onda Pride 2016. Le strade di Napoli, Roma, Pavia, Treviso, Firenze, Genova, Palermo, Varese, Milano, Caserta, Bologna, Perugia, Latina, Cagliari, Catania, Taranto, Torino, Siracusa, Gallipoli, Rimini e Catania, si sono tinte dei colori dell’arcobaleno in difesa dei diritti e delle rivendicazioni di uguaglianza delle comunità Lgbt, troppo spesso messa ai margini e che ancora oggi lotta con coraggio contro ogni forma di discriminazione. Disparità che non si fermano a legge ottenuta, ma che si contrasta con l’attivismo, il coinvolgimento sociale, la divulgazione delle informazioni nei luoghi dove si forma il pensiero critico di ogni individuo. C’è bisogno della diffusione di una cultura delle differenze affinché non si sentano più le parole d’odio, non si compiano violenze e non si finga indifferenza, affinché ci sia inclusione, affetto reciproco ed uguaglianza sociale.
Il 6 maggio 2016 Londra ha scelto il suo nuovo sindaco, è Sadiq Khan, avvocato di origini pakistane da sempre attivo per i diritti umani e impegnato in battaglie di vario tipo tra cui quella contro le violenze della polizia, le discriminazioni sul lavoro e per i diritti dei carcerati. Il suo sogno da bambino era diventare medico ma su suggerimento di un insegnante, da sempre affascinato dalle sua capacità comunicative, ha intrapreso gli studi in legge. Nel corso degli anni la politica è diventata la sua passione ed è così cominciata una carriera che lo ha visto prima consigliere comunale in uno dei borghi che costituiscono Londra, poi membro del Parlamento inglese per due legislature all’interno del partito Laburista ed ora sindaco di una delle più importanti capitali europee e mondiali.
Molti pensano al Gay Pride esclusivamente come ad un momento di festa, una parata colorata e, talvolta, sopra le righe. In realtà, ciò non sempre è vero. Ci sono contesti, come quello spagnolo, in cui la comunità LGBT celebra il proprio orgoglio, per festeggiare quell’uguaglianza sociale conquistata a fatica.