Diritti Umani 2015. La dimensione di genere nel rapporto di Amnesty International

Parliamo di crisi dei diritti umani, per identificare quel fenomeno pervasivo che sta dilagando in molte parti del mondo. Sono trascorsi circa settant’anni da quando l’Assemblea generale delle Nazione Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani (DUDU). Un evento di straordinaria importanza e rilevanza internazionale destinato a distinguersi per la sua incidenza sul panorama mondiale in materia di uguaglianza e non discriminazione. Il suo ampio raggio d’azione avrebbe dovuto abbattere per sempre le barriere del dissenso e di qualunque forma di discriminazione siano esse derivanti da forme di razzismo, sessismo, specismo, xenofobia e omotransfobia. 

Non era mai accaduto, prima di allora, che venisse prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo senza alcuna distinzione.

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13 luglio 2016: Tavola rotonda tra l’Osservatorio LGBT e le associazioni LGBT

Si è svolta presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, lo scorso 13 luglio 2016, la tavola rotonda tra l’Osservatorio LGBT e  i rappresentanti di alcune associazioni che operano a livello regionale nel campo della promozione e della tutela delle persone LGBT.

L’incontro ha avuto come obiettivo il confronto, lo scambio di conoscenze delle organizzazioni operanti sul territorio e la promozione di nuove possibili collaborazioni ed attività tra tutti i partecipanti.

Ad introdurre il dibattito è stato il prof. Fabio Corbisiero, coordinatore scientifico dell’Osservatorio LGBT, che ha presentato l'incontro, finalizzato a produrre una programmazione nel prossimo biennio di iniziative e progetti insieme alle associazioni Lgbt presenti e non all’incontro, sottolineando la necessità del loro supporto nello studio dei bisogni della comunità Lgbt attraverso la realizzazione di intese stabili.

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Onda Pride 2016 per una politica meno grigia e più arcobaleno

Sono 21  le città italiane  dal nord al sud che quest’anno hanno aderito al progetto comune dell’Onda Pride 2016. Le strade di  Napoli, Roma, Pavia, Treviso, Firenze, Genova, Palermo, Varese, Milano, Caserta, Bologna, Perugia, Latina, Cagliari, Catania, Taranto, Torino, Siracusa, Gallipoli, Rimini e Catania, si sono tinte dei colori dell’arcobaleno in difesa dei diritti e delle rivendicazioni di uguaglianza delle comunità Lgbt, troppo spesso messa ai margini e che ancora oggi lotta con coraggio contro ogni forma di discriminazione. Disparità che non si fermano a legge ottenuta, ma che si contrasta con l’attivismo, il coinvolgimento sociale, la divulgazione delle informazioni nei luoghi dove si forma il pensiero critico di ogni individuo. C’è bisogno della diffusione di una cultura delle differenze affinché non si sentano  più le parole d’odio, non si compiano violenze e non si finga indifferenza, affinché ci sia inclusione, affetto reciproco ed uguaglianza sociale.

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La nuova Londra di Sadiq Khan e la speranza di un’Europa aperta

Il 6 maggio 2016 Londra ha scelto il suo nuovo sindaco, è Sadiq Khan, avvocato di origini pakistane da sempre attivo per i diritti umani e impegnato in battaglie di vario tipo tra cui quella contro le violenze della polizia, le discriminazioni sul lavoro e per i diritti dei carcerati. Il suo sogno da bambino era diventare medico ma su suggerimento di un insegnante, da sempre affascinato dalle sua capacità comunicative, ha intrapreso gli studi in legge. Nel corso degli anni la politica è diventata la sua passione ed è così cominciata una carriera che lo ha visto prima consigliere comunale in uno dei borghi che costituiscono Londra, poi membro del Parlamento inglese per due legislature all’interno del partito Laburista ed ora sindaco di una delle più importanti capitali europee e mondiali.

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Strage di Orlando. L'Osservatorio LGBT esprime cordoglio per le vittime e la comunità LGBT

Benché la principale finalità dell'Osservatorio LGBT del Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Napoli Federico II sia quella di promuovere la ricerca scientifica sui temi dei generi e degli orientamenti sessuali, i ricercatori della struttura esprimono il loro più profondo cordoglio per l'eccidio di Orlando Florida. Un atto di odio omotransfobico specificamente mirato alla comunità LGBT che resta uno dei bersagli centrali del pregiudizio e della violenza contro la libertà e la cittadinanza egualitaria.

Il nostro impegno non resterà invariato dopo questo attacco ma cambierà nel senso di un'azione di ricerca più intensa e allargata alle questioni critiche delle comunità omosessuali, contando anche sulla motivazione e sulla competenza delle colleghe e dei colleghi tutti.

Pride 2016: un pianeta rainbow

Molti pensano al Gay Pride esclusivamente come ad un momento di festa, una parata colorata e, talvolta, sopra le righe. In realtà, ciò non sempre è vero. Ci sono contesti, come quello spagnolo, in cui la comunità LGBT celebra il proprio orgoglio, per festeggiare quell’uguaglianza sociale conquistata a fatica.

Concerti, sfilate di carri e laboratori costituiscono certamente il volto più noto della manifestazione, che in Spagna si configura come un insieme di eventi che hanno luogo ogni anno a Madrid dal 28 giugno al 3 luglio (insieme alle marce che sono organizzate in altre città del Paese, come Siviglia, Barcellona, Bilbao e Palma de Mallorca). Tuttavia, nonostante lo spirito ludico e divertente, il Pride spagnolo si configura anche come un momento per sostenere le rivendicazioni della comunità LGBT dentro e fuori il contesto nazionale.

Ciò che è importante sottolineare, però, è che nei Paesi in cui ai cittadini omosessuali non è riconosciuta la piena cittadinanza sociale - in quanto non godono degli stessi diritti delle persone eterosessuali - il Gay Pride è anche un mezzo di cui si serve la comunità LGBT per far sentire pubblicamente la propria voce.

Lo scorso 14 maggio a Cuba, ad esempio, la comunità omosessuale ha manifestato sul lungomare dell’Avana per chiedere le unioni civili per le coppie composte da partner dello stesso sesso. Allo stesso modo, il 17 maggio si è svolto, in occasione della giornata mondiale contro l’omo-transfobia, per la prima volta nella storia del Paese, il Gay Pride in Kosovo, durante il quale i manifestanti hanno richiesto a gran voce il matrimonio egualitario al Governo. Ed ancora, il 29 maggio 2 milioni di persone hanno preso parte al Pride di San Paolo, in Brasile, chiedendo più diritti per le persone transgender, troppo spesso vittime di omo-transfobia.

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