"Figli di uno Stato minore". Speciale adozioni
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- Pubblicato: Domenica, 28 Febbraio 2016 11:47
- Scritto da Teresa De Rosa
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In questo momento di gran fermento istituzionale e pubblico intorno al tema stepchild adoption, ciò che balza all’occhio è un totale abbandono dell’intero istituto delle adozioni nel nostro Paese. La possibilità di divenir padri e madri accogliendo nella propria vita un figlio che, nonostante la sua tenera età, è già portatore di una storia, di una parentesi di vita spesso dolorosa ma grazie all’adozione ha l’occasione di ricominciare da capo e raccontarla in meglio; questo e null’altro è l’adozione.
Data l’importanza di questa tematica, è bene far luce sui fattori che possono aver inciso sul fenomeno adozioni, sottolineando le giuste differenze tra l’istituto dell’adozione giuridicamente normato e la stepchild adoption. La disinformazione e la strumentalizzazione politica, negli ultimi giorni, stanno fuorviando il dibattito pubblico. Infatti c’è stata, e continua a persistere, una tendenza generalizzata nel credere che l’approvazione del testo Cirinnà avrebbe condotto irreversibilmente al matrimonio e all’adozione gay. Ovviamente nulla di più falso. Nel tentativo di fare un po’ di chiarezza sul tanto dibattuto articolo 5 che norma la stepchild adoption, vediamo nello specifico le caratteristiche salienti di questo istituto. La stepchild adoption, pratica che esiste in Italia da 33 anni, letteralmente “adozione del figliastro”, è un istituto in base al quale una delle due persone può adottare il figlio naturale dell’altra, proprio come avviene nel caso dei coniugi; ciò può accadere solo previo consenso del minore se maggiore di 14 anni o raccogliendo il suo parere nel caso in cui il bambino avesse tra i 12 ed i 14 anni.













Le storie dei luoghi e le storie di vita degli individui si mescolano ogni giorno in un vortice continuo che ci avvolge costantemente. È sulla base di un felice incontro tra queste due componenti, storie di luoghi e storie di vita, che nasce, si sviluppa e si concretizza, un progetto che vede coinvolte persone transgender in una città ricca di realtà molteplici e multiformi quale è Napoli.