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Speciale Napoli. Una mamma rainbow al comune di Napoli. Intervista a Giuseppina La Delfa

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Pubblicato: Giovedì, 02 Giugno 2016 17:41
Scritto da Ivan Gallo

Abbiamo sondato gli umori e i propositi di Giuseppina La Delfa, candidata al Consiglio comunale di Napoli per le elezioni amministrative che si terranno il 5 giugno.

Come lei ci racconta, dopo più di un decennio di attivismo con l’associazione “Famiglie Arcobaleno” è arrivato il momento, secondo questa esponente della comunità LGBT, di fare pressione sulle istituzioni dall’interno. C’è la voglia di prendere delle scelte a di assumersi le responsabilità che ne conseguono da parte di tutto il mondo gay, che è stanco di assumere un ruolo meramente critico e rivendicativo e vuole dirigere la città di Napoli verso l’accoglimento delle differenze.

La combattività e la determinazione che hanno dovuto mettere in campo i componenti della comunità LGBT per vedersi riconosciuti tutta una serie di diritti umani e civili è la stessa che Giuseppina vuole mettere al servizio dei cittadini napoletani, per armonizzare i diversi orientamenti che animano la città all’ombra del Vesuvio. In cambio della fiducia dell’elettorato quest’associazionista ed attivista, che si è impegnata molto per affermare la dignità delle famiglie composte da genitori dello stesso sesso, offre ascolto per i soggetti che stanno ai margini e capacità di far pervenire la molteplicità delle istanze politiche sotto forma di concreti interventi amministrativi.

Secondo la nostra intervistata i provvedimenti che gli altri paesi europei adottano nei vari campi della politica possono essere presi come modelli e adattati alle necessità del contesto locale, per fare questo lei potrebbe mettere al servizio della collettività un esperienza di vita trans-nazionale che gli ha regalato una prospettiva di ampio respiro.

Nello stralcio finale dell’intervista l’aspirante consigliera avverte che in questa era dov’è facile reperire informazioni ma sempre più difficile distinguere la validità delle fonti da cui provengono, diventa difficile identificare chi rappresenta i propri interessi e come li preserva.

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Speciale Napoli. A tu per tu con i protagonisti LGBT candidati al comune di Napoli. Intervista ad Antonella Capone

Dettagli
Pubblicato: Giovedì, 02 Giugno 2016 19:00
Scritto da Fabio Carmentano

A Napoli si respira un clima frizzante. Le elezioni comunali del 5 giugno sono alle porte ed in città si consumano gli ultimi giorni di campagna elettorale. Una caratteristica di queste elezioni è la partecipazione di una vera e propria cordata di rappresentati della comunità LGBT, scesa nell’arena politica al fianco di Luigi De Magistris. I candidati si battono per la rivendicazione dei diritti non solo della comunità LGBT, ma di tutti i cittadini nel segno dell’uguaglianza, della lotta a tutte le discriminazioni e della considerazione di realtà marginali.

L’Osservatorio LGBT non si è limitato a guardare la situazione, ma ha ricercato il dialogo con i protagonisti. Abbiamo incontrato Antonella Capone, candidata alla V municipalità di Napoli (Vomero, Arenella), attivista storica ed ex presidentessa dell’associazione Arcilesbica Le Maree.

Antonella già da tempo è impegnata nelle battaglie del movimento LGBT, essendo stata presidentessa dell’associazione Arcilesbica Le Maree, e adesso scende nell’arena politica. Cosa l’ha spinta a farlo?

Io non mi reputo una politica. Personalmente sono stata l’ultima ad aggiungersi alla cordata LGBT. Sono stata nel partito comunista quando ero ragazzina, ero una fan sfegatata di Berlinguer. Ho quasi cinquant’anni, militavo nella FGCI e poi sono passata all’Ulivo… ho fatto di tutto. Hanno cercato di coinvolgermi nella parte attiva, ma io mi sono sempre rifiutata. Prima la situazione politica non era chiara, ma è diversa. Facendo parte dell’associazione Arcilesbica da 22 anni, ho militato ed ho visto tutti i cambiamenti di questa città, anche se io sono napoletana d’adozione. Sono aversana e vivo a Napoli da vent’anni. Ho vissuto i cambiamenti della città e ricordo com’era per le persone LGBT vent’anni fa.  Quest’amministrazione ha dato tantissimo alla nostra comunità tra cui l’opportunità di vivere liberi. Le nostre battaglie, però, non sono finite con le Unioni Civili, ma sono appena cominciate. Ci sono ancora battaglie importanti da combattere come, ad esempio, quella per i diritti dei bambini e per una legge contro l’omotransfobia. La comunità lesbica è sempre stata più nascosta ed io mi batto per la visibilità delle donne, come coronamento di questi vent’anni di battaglie. Stiamo dando un forte segnale alla città, ci mettiamo faccia ed impegno. Non ho la presunzione di essere eletta, ma nell’eventualità che dovesse succedere ci metterò sempre la faccia. Come avviene da vent’anni. Secondo me Arenella è tra i quartieri più transfobici, anche se sembra che apparentemente vada tutto bene. Qui la lotta sarà molto dura.

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Gli eventi dell'Osservatorio LGBT per la Giornata Mondiale contro l'Omofobia e la Transfobia al Dipartimento di Scienze Sociali di Napoli

Dettagli
Pubblicato: Giovedì, 05 Maggio 2016 09:54
Scritto da Webmaster

Numerose iniziative sono state organizzate dall'Osservatorio LGBT del Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università Federico II di Napoli nella settimana in cui cade la Giornata Mondiale contro l'Omofobia e la Transfobia (che si celebra ogni anno il 17 maggio).

Il 5 maggio il seminario di studi "Diversità sessuale in Spagna. Percorso storico, luoghi e sfide turistiche. I casi Maspalomas, Torremolinos, Sitges, Ibiza" ospiterà il prof. José Ignacio Pichardo Galàn della Oficina de Diversidad Sexual e Identitad de Género della Università Camplutense di Madrid. Il seminario avrà luogo nell'Aula T3 alle ore 16:00 presso il Dip.to di Scienze Sociali in Vico Monte della Pietà 1. Il video integrale del convegno sarà pubblicato nei giorni seguenti sul sito www.osservatoriolgbt.eu

Il 17 maggio avrà luogo il Rainbow Lab vs OmoTransFobia, laboratorio che coinvolgerà studenti, docenti e personale non docente in una ricerca-azione contro l'omofobia e la transfobia, con banchetti informativi sui temi LGBT ed a contrasto della violenza e del bullismo omotransfobico. Un "Misuratore di omo-transfobia", realizzato dagli studenti del corso di metodologia di ricerca sociale, rileverà il grado di omotransfobia delle studentesse e degli studenti del dipartimento.

Il giorno 20 maggio 2016 alle ore 10.00 si svolgerà nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Napoli Federico II in Vico Monte della Pietà 1 il convegno nazionale "Famiglia, omosessualità, genitorialità. Nuovi alfabeti di un rapporto possibile" in occasione dell’uscita del volume omonimo curato da Fabio Corbisiero e Rosa Parisi (PM ed.). SCARICA QUI IL COMUNICATO STAMPA

Un’occasione di confronto e dibattito tra illustri studiosi ed esponenti istituzionali sui temi di genere, delle famiglie omogenitoriali e del ddl Cirinnà.

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Speciale Napoli. L'orgolio trans al comune di Napoli. Intervista a Daniela Falanga

Dettagli
Pubblicato: Giovedì, 02 Giugno 2016 18:52
Scritto da Ivan Gallo

Con lo slogan “orgoglio trans” si intende rimarcare la forza d’animo che ci vuole per rifiutare il proprio corpo biologico e le relative connotazioni di genere che la società gli attribuisce. Tra i consiglieri comunali che potrebbero comporre il prossimo Consiglio comunale di Napoli ed affiancare il primo cittadino per i prossimi cinque anni c’è Daniela Falanga, donna transessuale.

Daniela ha dovuto modificare il suo corpo per realizzarsi nel modo in cui era nata. Le sue rivendicazioni abbracciano i destini dei transessuali che sono fortemente discriminati e spesso relegati ai margini della società. Donne ed uomini che non accettano la propria identità di genere trovano barriere insormontabili ai cospetti dell’inserimento lavorativo, e soprattutto quelli che transitano verso il sesso femminile sono spinti, da un ambiente profondamente maschilista, a prostituirsi quando cercano un modo per trovare sostentamento.

La candidata al Consiglio comunale, nella breve intervista che ci ha rilasciato, esprime il suo forte desiderio di continuare ad aiutare la comunità dei trans-sessuali tramite il sostegno di istituzioni sensibili alla diversità. Inoltre ci ha confidato che l’attività di sensibilizzare chi un pensiero ancora se lo deve formare è ciò che la rassicura di più per arrivare ad un futuro migliore. Il suo impegno nei progetti che educano i bambini delle scuole ad una maggiore consapevolezza delle differenze e dei diversi orientamenti sessuali rappresenta il modo attraverso cui lei si è riscattata. Da esclusa a guida per quelli che ancora devono socializzarsi, questo passaggio non rappresenta soltanto il cambiamento di una condizione, ma anche l’abbattimento di quelle barriere che possono minacciare il tentativo di esprimere le proprie capacità per chi è portatore di differenze.

Come ci ha fatto riflettere la nostra intervistata, con un adeguato sostegno istituzionale sarebbe possibile redimere tutta una serie di persone che incolpevoli della loro condizione subalterna hanno bisogno di un sentiero già tracciato per conoscere quali siano i passi da compiere per liberarsi degli impedimenti che limitano il dispiegamento delle proprie capacità. Aiutare chi parte da una situazione di svantaggio a conseguire una partecipazione attiva alla società può regalarci non solo un contesto più egualitario, ma anche una collettività più varia e complessa, aperta alle sfide della modernità ed allo scambio libero di idee.

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[Editoriale] Intersezionalità: una buzzword pro e contro l’identità LGBT

Dettagli
Pubblicato: Martedì, 17 Maggio 2016 20:28
Scritto da Fabio Corbisiero

Dal 1989 in poi, anno in cui la studiosa Kimberlé Crenshaw ne fondò la teoria, il concetto di intersezionalità ha fatto lentamente ingresso nelle scienze sociali. Basti guardare al florilegio di articoli accademici degli ultimi due decenni, soprattutto di matrice americana, per accorgersi della frequenza con cui si scrive e si dibatte sul pensiero intersezionale, considerato ormai uno strumento chiave nella comprensione dei fenomeni di diseguaglianza sociale legati alla discriminazione multipla. Non sorprende, d’altronde, che la sensibilità per il contrasto delle discriminazioni multiple si sia sviluppata nel contesto sociale e giuridico statunitense quando emerse chiaramente che né il diritto, né i movimenti per i diritti civili riuscivano a tener conto delle esperienze di discriminazione e violenza vissute dalle donne (nere) o da una parte delle persone omosessuali (lesbiche e trans). D’altra parte i movimenti per i diritti civili delle donne di allora davano voce principalmente alle istanze delle donne bianche (istruite, di classe media, eterosessuali…), mentre i movimenti per i diritti delle persone omosessuali erano, a quei tempi, sovrarappresentati da molti maschi gay (bianchi e di classe media).

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La voce "Mario Mieli" nella Treccani. Intervista a Laura Schettini

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Pubblicato: Mercoledì, 11 Maggio 2016 20:00
Scritto da Rossella Gaudiero

Chi è Mario Mieli? Dietro questo nome un artista indomabile, un intellettuale forbito, un rivoluzionario, ma soprattutto, uno dei fondatori del movimento Lgbt italiano. La sua tesi di laurea in filosofia morale, pubblicata da Einaudi nel 1977 con il titolo “Elementi di critica omosessuale”, è uno dei testi italiani più celebri sull’omosessualità, rimasto però appannaggio di parte del movimento Lgbt, di singol* intellettuali in Italia, e considerato, invece, in tutto il resto del mondo, pietra miliare per studios* interessati agli studi di genere.  

Da qualche giorno, a più di trent’anni dalla sua morte avvenuta nel 1983, Mario Mieli è finalmente entrato nell’Enciclopedia Italiana. L’Enciclopedia Treccani ha avuto il meritorio primato di aver inserito uno degli iniziatori del movimento Lgbt italiano tra i grandi della storia del nostro paese dedicandogli una voce, curata da Laura Schettini, nel suo Dizionario Biografico degli Italiani. Un inserto più che opportuno, ma considerato “tardivo”.

L’Osservatorio LGBT ha avuto la possibilità di incontrare Laura Schettini per una breve intervista in merito a quest’importante avvenimento.

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Diversità sessuale in Spagna. Il video integrale del seminario con José Ignacio Pichardo Galàn

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Pubblicato: Sabato, 07 Maggio 2016 09:37
Scritto da Webmaster

E' disponibile il video integrale del seminario di studi "Diversità sessuale in Spagna. Percorso storico, luoghi e sfide turistiche. I casi Maspalomas, Torremolinos, Sitges, Ibiza" con il prof. José Ignacio Pichardo Galàn della Oficina de Diversidad Sexual e Identitad de Género della Università Camplutense di Madrid. Il seminario organizzato dall'Osservatorio LGBT è stato svolto il 5 maggio 2016 presso il Dip.to di Scienze Sociali in Vico Monte della Pietà 1.

Per guardare il video clicca sull'immagine o a questo link.

 

 

 

Diversità sessuale in Spagna: percorso storico, luoghi e sfide turistiche

Dettagli
Pubblicato: Sabato, 07 Maggio 2016 20:04
Scritto da Fabio Carmentano

Un’insolita ventata d’aria fresca, proveniente dalla Spagna, ha inebriato il Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli. Il 5 maggio, alle ore 16 in aula T3, si è svolto il seminario “Diversità sessuale in Spagna: percorso storico, luoghi e sfide turistiche” tenuto dal Prof. José Ignacio Pichardo Galàn della Oficina de Diversidad Sexual e Identitad de Género della Università Camplutense di Madrid. Pichardo Galàn si occupa di famiglie omogenitoriali e delle tematiche di genere.

Il seminario è stato inserito nel ciclo di lezioni del corso di Pianificazione Territoriale e Sviluppo Sostenibile del Prof. Fabio Corbisiero.  Tra i temi principali dibattuti nel seminario spicca il turismo che, come affermato anche da Pichardo Galàn, è una realtà strettamente collegata alle tematiche di genere.

Per poter comprendere le dinamiche collegate al fenomeno del turismo omosessuale in Spagna si è resa necessaria la considerazione del suo percorso storico in merito alle tematiche inerenti alla popolazione LGBT ed ai suoi diritti.  Il percorso si compone di numerose tappe per poi culminare nel 2005, anno che ha visto il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’excursus sulla storia della Spagna parte dall’impero di Adriano (117 – 138) e dalla dominazione araba (711 – 1492), durata ben sette secoli. In entrambe queste tappe l’omosessualità non rappresentava qualcosa di insolito e di intollerabile. L’imperatore Adriano, ad esempio, amava Antinoo, un giovane ragazzo greco.  Tra il XII ed il XVIII si trova, invece, la terribile Inquisizione Spagnola che si pone in chiara antitesi all’omosessualità.

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Cosa sono le Famiglie Arcobaleno? Quali i rischi e le conseguenze della "Teoria Gender"? In uscita la guida "Nuovi alfabeti di un rapporto possibile"

Dettagli
Pubblicato: Domenica, 01 Maggio 2016 20:47
Scritto da Webmaster

In uscita a maggio per i tipi di PM Edizioni, «Famiglia, omosessualità, genitorialità. Nuovi alfabeti di un rapporto possibile», a cura di Fabio Corbisiero e Rosa Parisi, con ventiquattro autori tra i maggiori esperti in Italia sulle questioni LGBT.

Dalla presentazione in copertina:

«Da qualche tempo divampa la discussione sulla “teoria gender”, che costituirebbe il “programma” di chi si batte per i diritti civili e contro le discriminazioni. Gli studi di genere (gender studies) sono spesso confusi con una ideologia fantomatica che vorrebbe negare la differenza tra maschi e femmine, imporre la cancellazione delle differenze, sconvolgere gli standard pedagogici.

Questo libro, una guida utile a docenti, genitori e chiunque desideri avere chiarezza sull’argomento, ha l’obiettivo di sfatare alcuni miti sul “gender” e chiarire parole e concetti legati alle famiglie omogenitoriali, mirando a fornire informazioni chiare e lineari, basate sulla competenza e la ricerca dei massimi esperti italiani del settore.

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«Diversità sessuale in Spagna. Percorso storico, luoghi e sfide turistiche». Seminario con José Ignacio Pichardo Galàn

Dettagli
Pubblicato: Giovedì, 05 Maggio 2016 09:21
Scritto da Webmaster

Il 5 maggio il seminario di studi "Diversità sessuale in Spagna. Percorso storico, luoghi e sfide turistiche. I casi Maspalomas, Torremolinos, Sitges, Ibiza" ospiterà il prof. José Ignacio Pichardo Galàn della Oficina de Diversidad Sexual e Identitad de Género della Università Camplutense di Madrid. Il seminario avrà luogo nell'Aula T3 alle ore 16:00 presso il Dip.to di Scienze Sociali in Vico Monte della Pietà 1. Il video integrale del convegno sarà pubblicato nei giorni seguenti su questo sito.


 

No identification with sterilisation! L’identità di genere non passa dalla sterilizzazione

Dettagli
Pubblicato: Sabato, 16 Aprile 2016 19:56
Scritto da Fabio Carmentano

Parlare di diritti degli individui spesso significa imbattersi e fare i conti con situazioni incresciose che denotano chiare lesioni della dignità umana. In questo caso vittime di sopruso risultano essere le persone transgender, alle quali viene negato il riconoscimento dell’ identità di genere senza l’accettazione di un gravoso ed illegittimo obbligo. La mappa di fianco, frutto di un’indagine effettuata nel 2015 da Transgender Europe edILGA- Europe, illustra con chiarezza che 23 Paesi europei pongono la sterilizzazione quale requisito necessario per il  riconoscimento dell’identità di genere. In questa triste lista, tra gli altri, figurano Russia, Azerbaijan, Georgia, Turchia, Bulgaria, Romania, Ucraina e, purtroppo, anche l’Italia. Se non ci si meraviglia di trovare Paesi quali, ad esempio, la Russia, che non si sono distinti per avere intrapreso ed attuato politiche a favore del riconoscimento e dell’inclusione della popolazione LGBT stupisce, invece, la presenza di Paesi quali Finlandia, Norvegia e Belgio, considerati all’avanguardia in materia di diritti. Risultano ancora pochi, i Paesi nei quali non vige l’obbligo di tale pratica. Un vivace blu simbolo di dignità e diritti colora, tra gli altri, il Portogallo, la Spagna, l’Inghilterra, la Germania, la Polonia e persino un’inedita Bielorussia.

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