La violenza domestica nelle coppie lesbiche

“La violenza ha mille volti, anche arcobaleno” è lo slogan utilizzato da ArciLesbica e D.i.Re (donne in rete contro la violenza) per togliere quel mantello di invisibilità che vive nella mente di coloro che non immaginano che anche una donna omosessuale possa subire violenze; purtroppo i soprusi esistono anche nelle coppie lesbiche, ma l’idea che possa esistere nei rapporti omosessuali rende impreparati per affrontare la questione, lo schema mentale dell’uomo che picchia la donna porta ad escludere totalmente che la violenza possa nascere tra due persone dello stesso sesso e anche nei casi in cui viene riconosciuta appare automaticamente meno grave, perché vissuta tra soggetti ritenuti fisicamente “pari”. Per questo motivo gli viene attribuito un grado di pericolosità più lieve rispetto a quello che subisce una donna da parte di un uomo. L’idea che tra donne non possa esistere prevaricazione porta a pensare che siccome sono due donne non possono essere violente, o, peggio, considerare i comportamenti violenti una conseguenza del proprio orientamento sessuale: siccome sono lesbiche si comportano così.

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Il rapporto Ilga 2017. L'Italia

L’Ilga Europe, l’organizzazione che racchiude la maggior parte delle associazioni lgbt europee, il 17 Maggio ha diffuso il Rapporto annuale 2017 che delinea la situazione dei diritti e delle tutele delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali in tutta l’Europa. Come ogni anno, anche per il 2017 ad ognuno dei 49 Paesi esaminati è stato assegnato un punteggio in base non solo alle leggi approvate, ma anche al livello di attuazione di queste norme.

Nella mappa contenuta nel report i paesi sono valutati con un punteggio da 1 a 100 e colorati con gradazioni che vanno dal verde al rosso in base al livello raggiunto dalla legislazione per il mondo LGBTI. I paesi in questione mostrano una sostanziale omogeneità: quelli del Sud Europa e del Medio Oriente (assieme alla Russia) sono quelli meno avanzati, soprattutto se confrontati con quelli dell’Europa del Nord.

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Il rapporto Ilga 2017. Una sintesi

L’ILGA-Europe, la sezione europea della Ong Internation Lesbian and Gay Associaton, ha stilato un rapporto in cui sono presi in esame 49 paesi appartenenti all’area europea e mediorientale.

Il report annuale dell’ILGA copre gli sviluppi a livello nazionale, europeo e internazionale tra il  1 ° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016.

I  punti presi in esame  non riguardano soltanto la possibilità di unirsi in matrimonio, ma anche un’adeguata campagna per i diritti, il livello di discriminazione all’interno dei vari Paesi, la possibilità di organizzarsi e riunirsi in associazione, il livello di stereotipi e i provvedimenti presi nei confronti dell’hate speech.

Secondo l’ILGA, il 2016 è stato un anno costellato di notizie, positive e negative.

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Rainbow Europa 2017: Intervenire ora per evitare una regressione sui diritti LGBTI

Il 17 Maggio, l’ILGA-Europa ha pubblicato il report Rainbow Europa 2017, che ha coinciso con la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT).

Nel report diverse osservazioni hanno reso più chiaro il quadro politico e giuridico in Europa: i progressi esistono e sono presenti in nuovi luoghi e in nuove forme (ad es. Il riconoscimento giuridico di genere in Francia e in Norvegia e le unioni civili in Italia). Al giorno d’oggi sono aumentate le protezioni per le persone trans e intersessuali.

Progresso al giorno d’oggi vuol dire collaborazione, protezione contro ogni atto discriminatorio nei confronti delle persone LGBTI.

Tanti Paesi Europei hanno compiuto numerosi passi in avanti promulgando leggi anti-discriminazione che talvolta includono anche le persone intersessuali come nel caso della Bosnia-Erzegovina. L'ascesa della Norvegia al secondo posto nella mappa dell’ILGA Europe e l’ascesa della Francia sono dovute alle nuove leggi che questi Paesi hanno emanato in favore del riconoscimento di genere. Purtroppo, questi importanti sviluppi che hanno fatto i titoli mondiali nel 2016, non viaggiano allo stesso ritmo in tutta Europa.

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Omosessualità femminile: riflessioni sul genere e stili delle donne omosessuali italiane. Intervista a Rossella Gudiero

Il volume “Omosessualità femminile: riflessioni sul genere e stili delle donne omosessuali italiane” di Rossella Gaudiero, edito da PM Edizioni, nasce dall’intento di analizzare la realtà dell’omosessualità femminile. L’analisi è condotta attraverso un susseguirsi di riflessioni sul concetto di genere che focalizzano l’attenzione sulla ricerca degli stili di vita delle donne omosessuali italiane. L’interesse dell'autrice è sulla quotidianità di queste donne, sull’influenza che deriva dai processi storici e macro-sociali che ne indirizzano le scelte di vita. L’Osservatorio LGBT ha intervistato Rossella Gaudiero, componente del Gruppo di ricerca, in merito all’uscita del libro che è possibile acquistare qui: http://amzn.eu/6KSE7se

Cosa l'ha indotta a trattare l'argomento del libro, un interesse di studi oppure una necessità personale?

Ho iniziato a trattare questo argomento, inizialmente, per un interesse puramente accademico. Seguivo il secondo anno della magistrale in Politiche Sociali e del Territorio, quando uno dei miei professori, Fabio Corbisiero

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PrEP: dibattiti sulla prevenzione dell'Hiv

È arrivato anche in Europa il primo farmaco per la prevenzione dell'HIV. L'Agenzia Europea per i medicinali (Ema) ha autorizzato nell'Unione Europea l’inserimento in commercio del farmaco Truvada, unica compressa composta da due medicinali (emtricitabina/tenofovir disoproxil), con indicazione per la Profilassi Pre-Esposizione (PrEP), in combinazione con l’uso del preservativo, per ridurre il rischio di infezione da HIV in pazienti adulti ad alto rischio.

La PrEP è utilizzata da persone sieronegative per non contrarre l’HIV; si tratta di prendere queste pastiglie prima di un rapporto sessuale e/o di un comportamento a rischio. La PrEP non va confusa con la "PeP", ovvero Profilassi Post-Esposizione, che consiste nel prendere tre farmaci contro l’HIV subito dopo (entro poche ore) un episodio a rischio d’infezione, per evitare di contrarre il virus.

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